Per capire la scena musicale parigina degli anni ’60 e ’70, bisogna partire da un luogo diventato quasi leggendario: il Golf Drouot.

Nato nel 1955 come semplice spazio ricreativo (un salon de thé con minigolf) questo indirizzo nel 9° arrondissement di Parigi si trasformò, all’inizio degli anni ’60, in uno dei punti di riferimento del rock in Francia.

Sotto la guida di Henri Leproux, il locale cambiò identità fino a diventare una vera fucina di talenti.

La sua posizione, al 2, Rue Drouot, contribuiva a renderlo ancora più centrale nella vita artistica della capitale: ci troviamo infatti in un quartiere vivace, a due passi dai Grands Boulevards, dove negli stessi anni circolavano giovani musicisti, appassionati e futuri protagonisti della scena francese.

Era un ambiente in cui gli incontri avvenivano facilmente e potevano trasformarsi in opportunità concrete.

Il Golf Drouot si fece conoscere soprattutto grazie al suo celebre tremplin del venerdì sera, una specie di concorso musicale che offriva agli artisti emergenti la possibilità di esibirsi davanti a un pubblico attento e a professionisti del settore.

Da questo palco sono passati molti dei nomi più importanti della musica francese: Johnny Hallyday, Eddy Mitchell, Jacques Dutronc, Sheila, Michel Polnareff, Claude François, Sylvie Vartan e Nino Ferrer.

Per molti di loro, questo locale rappresentò un primo passo decisivo.

L’atmosfera era informale e aperta, ideale per sperimentare e costruire una propria identità artistica, il rock era il cuore del programma, ma non mancavano contaminazioni e influenze diverse, che riflettevano l’evoluzione musicale di quegli anni.

La reputazione del Golf Drouot attirava anche artisti internazionali e figure già affermate: alcuni si esibivano, altri passavano semplicemente per curiosità o per respirare quell’energia particolare che caratterizzava il locale.

Tra i visitatori si contarono anche grandi nomi del panorama rock, presenti tra il pubblico più che sul palco, a testimonianza della notorietà del luogo.

Frequentare il Golf Drouot significava, allora, entrare in un ambiente riconosciuto nel mondo musicale: più che un locale alla moda, era uno spazio in cui contavano la presenza, l’ascolto e le relazioni.

Qui si incrociavano artisti, produttori, manager e talent scout, spesso alla ricerca di nuove promesse da lanciare.

Non mancavano nemmeno presenze insolite, provenienti da ambienti lontani dal mondo musicale: la notorietà del locale e la sua atmosfera particolarmente vivace attiravano infatti anche curiosi, intellettuali e personaggi della vita culturale parigina, interessati a osservare da vicino un fenomeno che stava cambiando il volto della musica giovanile.

Tutto questo creava un intreccio continuo di pubblici e sensibilità diverse, che contribuiva a rendere il Golf Drouot un luogo aperto, dinamico e difficilmente etichettabile.

Il locale chiuse nel 1981, ma il suo ruolo nella storia della musica francese resta fondamentale.

Oggi, una targa commemorativa (che vedi nella foto che ho messo all’inizio di questo articolo) ricorda la sua presenza proprio al 2, Rue Drouot: un piccolo spazio che, per oltre venticinque anni, ha contribuito a far emergere intere generazioni di artisti e a definire un’epoca della cultura musicale parigina.

Metro 8 e 9, fermata Richelieu – Drouot