È il 23 giugno 1853 quando Georges Haussmann (1809 – 1891) riceve la nomina a prefetto della Senna.

Il barone Haussmann si troverà così per 16 anni e mezzo al comando di una delle più grandi (ed entusiasmanti) operazioni di trasformazione urbana: i grandi lavori di Parigi sotto Napoleone III.

La Parigi del 1850, infatti, è la Parigi della fine del Medioevo, del XVII e del XVIII secolo, formata da un groviglio di vie strette.

Sul campo, Haussmann deve sforzarsi, prima di tutto, di riparare i danni lasciati (e fatti) dal suo predecessore.

Sicuramente”, dice Haussmann nelle sue Mémoires, “l’Imperatore tracciando il Boulevard de Strasbourg e il suo prolungamento fino alla Senna e oltre, aveva perso di vista l’utilità strategica di questo prolungamento, così come quello di tante altre vie, come la Rue de Rivoli, ad esempio, il cui dritto allineamento non si prestava alla tattica abituale delle insurrezioni locali.
Ma se non ha cercato prima di tutto questi risultati, di cui l’opposizione lo incolpava, non si può negare che questa è stata la conseguenza felice di tutte le grandi aperture e perforazioni concepite da Sua Maestà per migliorare e rendere più sana l’antica città
”.

Ma Haussmann è stato inventato da Jean-Gilbert Victor Fialin, duca di Persigny: infatti è Persigny a presentare il barone Haussmann a Napoleone.

Così scrive nelle sue Mémoires:

Quanto a me, mentre questa personalità catalizzatrice si trovava davanti a me con una sorta di cinismo brutale, io no potevo contenere la mia viva soddisfazione.
Per lottare, mi dicevo, contro le idee e i pregiudizi di tutta una scuola economica, contro gente maliziosa, scettica, la maggior parte uscita dai corridoi della Bourse e della Basoche, poco scrupolosa sui mezzi, ecco l’uomo che ci vuole.
Laddove il gentiluomo dallo spirito più elevato, più abile, dal carattere nobile, perderebbe infallibilmente, questo vigoroso atleta dalla colonna vertebrale robusta, pieno d’audacia e di abilità, capace di opporre espedienti ad espedienti e insidie ad insidie, riuscirà certamente.
Io già godevo in anticipo all’idea di gettare questo animale di razza felina di grande taglia in mezzo alle volpi e ai lupi in rivolta contro tutte le grandi aspirazioni dell’impero
”.