Parigi è una città che si scopre poco alla volta, va scoperta con calma, (quasi, direi) a pezzi, strada per strada e forse è proprio questo il suo bello, almeno per quello che mi riguarda.

Già nel Medioevo era enorme per gli standard europei, piena di vita e di gente.

Poi, come spesso succede, ha avuto i suoi alti e bassi: a un certo punto altre città, come Londra, le sono passate davanti, ma Parigi non è mai rimasta ferma troppo a lungo.

Nell’ ‘800 succede qualcosa di decisivo e la città viene completamente ripensata: si aprono grandi viali, si sistemano interi quartieri e si inglobano i centri vicini ed è in questo momento che nasce buona parte della Parigi che vediamo oggi, quella dei boulevards ampi e degli edifici allineati.

Negli anni successivi arrivano anche le grandi esposizioni internazionali, che attirano visitatori da tutto il mondo e danno un’ulteriore spinta alla città: Parigi, allora, diventa un punto di riferimento, non solo politico ma anche culturale e artistico.

Poi arriva il ‘900, con tutto quello che si porta dietro, eppure nonostante guerre e cambiamenti, la città riesce a conservare gran parte del suo aspetto: per forza di cose ha subito dei cambiamenti ma si è adattata ai tempi, senza cancellare ciò che era.

Oggi, quello che colpisce davvero non è solo il singolo monumento, ma l’insieme.

La Senna attraversa la città con calma, i ponti si susseguono uno dopo l’altro, e intorno i quartieri cambiano leggermente, senza mai rompere del tutto l’equilibrio.

Ma la cosa più interessante, alla fine, sono gli edifici e in particolare le facciate!

Non ce n’è una uguale all’altra: alcune sono semplici, altre piene di decorazioni, altre ancora un po’ consumate dal tempo e messe insieme creano un colpo d’occhio continuo.

Camminando senza una meta precisa, ti accorgi che ogni via ha almeno un dettaglio che vale la pena guardare: un balcone in ferro battuto, un portone lavorato, una finestra diversa dalle altre.

È un tipo di bellezza che non ti viene incontro in modo evidente: devi rallentare e alzare lo sguardo.

Ed è a quel punto che cambia tutto, che ti accorgi di quanto abbia da offrire in quei dettagli e cominci ad apprezzarla sul serio.