Diverse forse, colori, rilievi ma, soprattutto, diverse epoche!

Paravento dell’intimità di un palazzo, la facciata si offre senza riserve agli sguardi della gente (un proverbio cinese dice che “la facciata di una casa non appartiene al suo proprietario ma a colui che la guarda”).

La definizione dice che è la faccia esteriore di un edificio dove si trova l’entrata principale.

Essa si contrappone alla facciata secondaria e interna che dà su un parco, un giardino o una corte, e si appoggia sulle facciate laterali, a volte ad angolo, rientrante o terminante a punta.

Elementi maggiori del paesaggio urbano, le facciate ritmano le vie e le piazze, banali, traballanti, discrete, pretenziose o spudorate.

Si può notare come questi epiteti si possono applicare sia a soggetti umani che architetturali.

La corrispondenza lessicale, comunque, non finisce qui: non parliamo dell’ossatura di un palazzo, dello scheletro della città, della struttura di una casa o della presenza sgradita di un dente rovinato?

Dando per scontata, quindi, la personificazione delle facciate, perché non classificarle per tratti relativi al carattere?

Ad esempio le facciate finte, che cercano di farsi passare per quello che in realtà non sono.

Oppure le loquaci, quelle esibizioniste della banda, quelle che ci tirano per la manica perché vogliono essere guardate.

O, ancora, le balbuzienti, dalla caratteristica zoppicante, evidentemente imperfetta.

E che dire delle convertite e delle miracolate, forti del fatto di aver battuto il tempo e le pulizie della facciata stessa.

Ed è spesso passeggiando tranquillamente che si fanno le più belle scoperte e, posso assicurartelo, Parigi è piena di curiosità architetturali e di bei palazzi: la Parigi vecchia, la Parigi nuova, le facciate tra le più interessanti ma anche differenti e … sorprendenti!

E sono sicura che alcune di esse ti sorprenderanno, sia per la loro localizzazione, sia per la loro apparenza.

Insomma: ti aspettano delle belle scoperte seguendo i vari articoli di parigisegreta 🙂