Costruito durante il XVI secolo e demolito alla fine del XIX, il palazzo delle Tulieries (nel I arrondissement di Parigi), che si trovava di fronte a quello del Louvre, ha avuto una storia molto contrastata.

Esso era simmetrico e completo sulle sue facciate nord e sud, ma aveva un difetto: soffriva di una eterogeneità dal punto di vista architettonico.

Alla fine del regno di Henri IV, il palazzo del Louvre e quello delle Tuileries erano collegati tra di loro ed erano un solo ed unico insieme, facendone il più grande e uno dei più maestosi d’Europa.

Una galleria si trovava nella continuità del pavillon de Marsan, chiudendo così la cour de Carrousel a nord, lungo la Rue Rivoli.

Se ha conosciuto lunghi periodi di abbandono sotto l’Ancien Régime, l’ultimo secolo di esistenza del palazzo (dalla Rivoluzione francese ad Secondo Impero) lo porterà, al contrario, ad essere scelto sistematicamente per diventare la sede del potere.

E questo, sostanzialmente, è quello che lo porterà ad essere distrutto dopo l’episodio della Comune nel 1871.

Dopo molte esitazioni e rinvii, la camera dei deputati, a maggioranza repubblicana, decise nel 1879 di demolire quello che restava del palazzo e le sue rovine saranno completamente rase al suolo nel 1883.

Nonostante la sua scomparsa, tutt’oggi esso rimane l’unico palazzo, nella storia della Francia, ad essere stato luogo di residenza di diversi re, due imperatori (Napoleone, diventato imperatore, scelse di rimanere alle Tuileries, facendo del palazzo la sua residenza ufficiale) e un presidente della Repubblica.