In Francia la parola abattoir indica il nostro macello, ma dietro questo termine si nasconde una storia molto più interessante di quanto si potrebbe pensare e per comprenderla basta guardare Parigi, dove uno dei più grandi complessi dedicati al bestiame ha lasciato una traccia ancora visibile nella città.
Nella seconda metà dell’ ‘800 Parigi aveva diversi luoghi destinati alla macellazione degli animali ma per ragioni di organizzazione e igiene, le autorità decisero di riunire queste attività nella zona de La Villette, nel XIX arrondissement della capitale.
I nuovi abattoirs furono inaugurati nel 1867, insieme a un enorme mercato del bestiame: il complesso occupava una superficie considerevole e disponeva persino di collegamenti ferroviari specifici per il trasporto degli animali.
La Villette diventò così un punto fondamentale per l’approvvigionamento di carne della capitale: infatti non era soltanto un macello, ma un vero centro commerciale (non nel senso con cui conosciamo oggi questo termine) nel quale si incontravano allevatori, commercianti, macellai e lavoratori specializzati.
Ma il destino de La Villette è forse la parte più sorprendente di questa storia: gli abattoirs rimasero attivi per oltre un secolo, fino al 1974 e il 15 marzo di quell’anno fu abbattuto l’ultimo bue.
Da quel momento il grande complesso cessò definitivamente la propria attività e oggi, nello stesso luogo, si trova il Parc de La Villette, uno dei grandi spazi culturali e ricreativi di Parigi.
Anche la famosa Grande Halle de La Villette ha un legame diretto con quel passato: l’edificio era infatti la grande halle (il nostro mercato coperto) destinata al mercato dei bovini.
La struttura è stata conservata e trasformata in uno spazio per mostre, concerti e spettacoli.
È quindi possibile assistere oggi a un concerto o a una mostra proprio all’interno di un edificio che, più di un secolo fa, era parte di un enorme mercato del bestiame ed è difficile immaginare che lo stesso luogo fosse un tempo attraversato quotidianamente da animali destinati agli abattoirs.
Quindi questa, come tante altre cose a Parigi, ci parla anche della trasformazione urbana: La Villette ha cambiato completamente volto, ma conserva ancora, tra le sue architetture, la memoria di quella Parigi industriale e popolare che per oltre un secolo ebbe qui uno dei suoi principali centri per il commercio del bestiame.
Scrivi un commento